Conferenza di Alessandro Moccia
Il giorno 4/5/2011 mi sono recato alla conferenza del succitato scrittore, molto apprezzato tra i giovani italiani che si è svolta come se fosse stata un’intervista fatta da una sua collaboratrice di nome Elisabetta Grassi. Moccia ha parlato all’inizio della sua carriera; i dati in proposito si trovano anche su internet: ha detto di essere figlio d’arte, infatti, è figlio di Giuseppe Moccia in arte Pipolo che formò il duo “Castellano e Pipolo”, autore di diversi film di medio livello. Il più famoso “Attila flagello di Dio” nel quale lo scrittore iniziò con un piccolo ruolo una carriera cinematografica da regista che poi per un po’ si arenò. Poi collaborò a trasmissioni televisive come “Ciao Darwin”, di cui fu autore. Intraprese già da giovane la sua carriera di scrittore; ha raccontato di essere stato colpito dal fatto che quando era giovane a Roma, c’erano stati atti di violenza da parte delle BR e persino il sequestro di Aldo Moro, e un giorno si stupì vedendo scritta su un muro, tra le varie scritte insurrezionaliste; la frase “Katia ha il più bel culo dell’universo” e questo alterno di frasi lo stupì. Decise di scrivere un libro prima di compiere trent’anni, anche se ne aveva già ventisei, facendo come S. Fitzgerald che ne scrisse uno già ventiquattrenne. Allora scrisse “Tre metri sopra il cielo”, romanzo rimasto inedito finché una casa editrice in via Cagliari a Roma chiamata “Il ventaglio” glielo pubblicò. Il resto lo rimando a internet. Dico che poi si pensò quasi per caso su volere del produttore Riccardo Tozzi di farne un film ed allora lui propose come protagonista Riccardo Scamarcio, che vide nel suo film d’esordio “La meglio gioventù” (film sicuramente meglio di quelli tratti da romanzi di Moccia, soprattutto secondo la critica). Per il resto dice che ritiene il suo lavoro come un messaggio verso i giovani, come quello del film “Le parole che non t’ho detto”, e si ritiene soddisfatto quando gli fanno i complimenti, o quando vede qualcuno leggere i suoi libri divertendosi. E si ambienta bene anche coi personaggi famosi come attori come Diego Abbattantuono o Raul Bova (era il protagonista del suo film “Scusa se ti chiamo amore” da cui fu tratto un sequel). Per ciò che concerne il suo ultimo romanzo presentato, ammette che ha risvolti adatti anche per un pubblico di non soli teenegers, infatti, in esso si va più ad approfondire l’animo e la personalità dei protagonisti, soprattutto di una donna della quale vuole far apparire le sfaccettature delle luci e delle ombre del suo animo (il libro dovrebbe essere narrato dal protagonista che diventa poi il suo fidanzato, e dice che non è facile per uno scrittore intuire se sia meglio far capire ai lettori se il protagonista indaghi bene o male la mentalità della donna, ciò potrebbe apparire banale od, al contrario, troppo lapalissiano). In tale opera c’entra molto la musica, infatti gli è piaciuto molto il film “Il concerto” ed a un certo punto fa un elenco di brani che vengono proposti narrandoli nel libro, casomai si voglia cercare la loro storia od ascoltarseli. Per il resto ammette che anche psicologicamente parlando, quello è il suo libro più riuscito ed ha deciso di cambiare la fascia d’età alla quale i suoi libri sono destinati perché si è accorto che a molti ragazzi di quattordici anni alcuni suoi libri piacciono molto, come il loro relativo film, mentre a quelli che ne hanno già diciannove sembrano delle cretinate, poiché hanno già vissuto esperienze simili a quelle narrate e ammette che, ovviamente, ci sono sicuramente scrittori molto meglio di lui, infatti, sebbene molti lo neghino, già da giovane leggeva, anche durante le ore di lezione a scuola, romanzi famosi come quelli di Hermann Hesse. Alessandro Bassi



